Ordine Francescano Secolare

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Ordo Franciscanus Saecularis
Consilium Internationale
COMMISSIONE FAMIGLIA
Silvia Diana, Jenny Harrington, Fr Francis Dor OFM Cap.

 

 

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Cari fratelli e sorelle, pace e bene,
Come commissione famiglia abbiamo iniziato un cammino di lavoro nel quale, una volta all’anno, invieremo materiale per riflettere nelle nostre fraternità locali su questo bel tesoro che è “la famiglia”. Vogliamo condividere, riflettere e impegnarci: questo è il nostro primo materiale che corrisponde all’anno 2016 FAMIGLIA E MATRIMONIO.


La nostra proposta è che possano discernere alla luce della Parola, dei messaggi del nostro Papa e della Catechesi preparatoria per l’Incontro Mondiale delle Famiglie a Filadelfia 2015, e possiamo aiutare e supportare le nostre famiglie, impegnarci nell’accompagnamento e nella fortificazione dei valori delle stesse, partendo dalla proposta Evangelica di Gesù.

I quattro numeri del Koinonia di quest’anno 2015, hanno presentato i loro articoli sull’importanza della Famiglia per l’OFS e per la GiFra. Nel primo numero, Fr. Francis Bongajum Dor, OFMCap, ha scritto, il tema della famiglia nel Magistero della Chiesa, dal Concilio Vaticano II fino ai nostri giorni. Nel secondo numero, Fr. Martin Bitzer, OFMConv, ha condiviso su la famiglia nella Regola e nelle Costituzioni Generali OFS. Il terzo numero, a cura di Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, e 'stato dedicato alle sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’Evangelizzazione. Infine, il quarto numero, a cura di Fr. José Antônio Cruz Duarte, OFM, si concentrò sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo.

Il materiale dell’anno 2016 è solo una guida per il lavoro; se sembra eccessivo può essere diviso, ciascuna Fraternità potrà ricrearlo, approfondirlo e adeguarlo alle proprie necessità, dando priorità alle necessità delal FAMIGLIA in ciascuna realtà locale. Asupichiamo che questo lavoro fortifichi le nostre famiglie e quelle di ciascuna comunità, paese o città. Solo iniziando a cambiare noi stessi potremo rendere possibili le parole di Gesù: “In questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Giovanni 13,35)

Comissione Famiglia

2016 TEMA ANNUALE: FAMIGLIA E MATRIMONIO


“Vivete nella vostra famiglia lo spirito francescano di pace, fedeltà e rispetto alla vita, e sforzatevi di trasformarlo nel segno di un mondo già rinnovato in Cristo” .
“Particolarmente gli sposi, vivendo la grazia del matrimonio, diano testimonianza nel mondo dell’amore di Cristo alla sua Chiesa. Con l’educazione cristiana, semplice ed aperta, attenti alla vocazione di ognuno, percorrano allegramente con i loro figli il proprio itinerario spirituale e umano”(Regola 17).
....I coniugati trovano nella Regola OFS un valido aiuto nel proprio cammino di vita cristiana, consapevoli che, nel sacramento del Matrimonio, il loro amore partecipa dell’amore che Cristo ha per la sua Chiesa. L’amore degli sposi e l’affermazione del valore della fedeltà sono una profonda testimonianza per la propria famiglia, per la Chiesa e per il mondo...(CCGG 24).


PROPOSTA DI LAVORO:


Abbiamo pensato ad una dinamica di lavoro costituita da tre parti:


1. Domande da condividere …
2. Illuminaci…
3. Ci impegniamo insieme …
Condividendo le nostre vite:


1. Domande per condividere…


• Quali sono i valori che viviamo o cerchiamo di vivere come famiglie cattoliche?
• Quali sono i problemi più comuni che incontriamo nel matrimonio noi che siamo sposati?


2. Illuminaci…


Materiale per riflettere:
A. VANGELO
B. ESORTAZIONE APOSTOLICA FAMILIARIS CONSORTIO SECONDA 11, 14,15. SANTITA' GIOVANNI PAOLO II.
C. Catechesi PAPA FRANCESCO La Famiglia - 12. Matrimonio (I) Mercoledì, 29 aprile 2015
D. Catechesi PAPA FRANCESCO La Famiglia - 13. Matrimonio (II)Mercoledì, 6 maggio 2015
E. Catechesi preparatoria per l’Incontro. Mondiale delle Famiglie. Philadelphia 2015. L’AMORE È LA NOSTRA MISSION.

A. Vangelo secondo San Giovanni, 2 ,1-11

Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù. E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta». Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà». C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. Gesù disse loro: «Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo. Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora». Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.


B. ESORTAZIONE APOSTOLICA FAMILIARIS CONSORTIO SECONDA 11, 14,15. SANTITA' GIOVANNI PAOLO II

L'uomo immagine di Dio Amore

11. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza (cfr. Gen 1,26s): chiamandolo all'esistenza per amore, l'ha chiamato nello stesso tempo all'amore. Dio è amore (1Gv 4,8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale d'amore. Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell'essere, Dio iscrive nell'umanità dell'uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacità e la responsabilità dell'amore e della comunione (cfr. «Gaudium et Spes», 12). L'amore è, pertanto, la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. In quanto spirito incarnato, cioè anima che si esprime nel corpo e corpo informato da uno spirito immortale, l'uomo è chiamato all'amore in questa sua totalità unificata. L'amore abbraccia anche il corpo umano e il corpo è reso partecipe dell'amore spirituale. La Rivelazione cristiana conosce due modi specifici di realizzare la vocazione della persona umana, nella sua interezza, all'amore: il Matrimonio e la Verginità. Sia l'uno che l'altra nella forma loro propria, sono una concretizzazione della verità più profonda dell'uomo, del suo «essere ad immagine di Dio».

Di conseguenza la sessualità, mediante la quale l'uomo e la donna si donano l'uno all'altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano, solo se è parte integrale dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte. La donazione fisica totale sarebbe menzogna se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente.

Questa totalità, richiesta dall'amore coniugale, corrisponde anche alle esigenze di una fecondità responsabile, la quale, volta come è a generare un essere umano, supera per sua natura l'ordine puramente biologico, ed investe un insieme di valori personali, per la cui armoniosa crescita è necessario il perdurante e concorde contributo di entrambi i genitori. Il «luogo» unico, che rende possibile questa donazione secondo l'intera sua verità, è il matrimonio, ossia il patto di amore coniugale o scelta cosciente e libera, con la quale l'uomo e la donna accolgono l'intima comunità di vita e d'amore, voluta da Dio stesso (cfr. «Gaudium et Spes», 48), che solo in questa luce manifesta il suo vero significato. L'istituzione matrimoniale non è una indebita ingerenza della società o dell'autorità, ne l'imposizione estrinseca di una forma, ma esigenza interiore del patto d'amore coniugale che pubblicamente si afferma come unico ed esclusivo perché sia vissuta così la piena fedeltà al disegno di Dio Creatore.

Questa fedeltà, lungi dal mortificare la libertà della persona, la pone al sicuro da ogni soggettivismo e relativismo, la fa partecipe della Sapienza creatrice. I figli, preziosissimo dono del matrimonio 14. Secondo il disegno di Dio, il matrimonio è il fondamento della più ampia comunità della famiglia, poiché l'istituto stesso del matrimonio e l'amore coniugale sono ordinati alla procreazione ed educazione della prole, in cui trovano il loro coronamento (cfr. «Gaudium et Spes», 50). Nella sua realtà più profonda, l'amore è essenzialmente dono e l'amore coniugale, mentre conduce gli sposi alla reciproca «conoscenza» che li fa «una carne sola» (cfr. Gen 2,24), non si esaurisce all'interno della coppia, poiché li rende capaci della massima donazione possibile, per la quale diventano cooperatori con Dio per il dono della vita ad una nuova persona umana. Così i coniugi, mentre si donano tra loro, donano al di là di se stessi la realtà del figlio, riflesso vivente del loro amore, segno permanente della unità coniugale e sintesi viva ed indissociabile del loro essere padre e madre. Divenendo genitori, gli sposi ricevono da Dio il dono di una nuova responsabilità. Il loro amore parentale è chiamato a divenire per i figli il segno visibile dello stesso amore di Dio, «dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome» (Ef 3,15).

Non si deve, tuttavia, dimenticare che anche quando la procreazione non è possibile, non per questo la vita coniugale perde il suo valore. La sterilità fisica infatti può essere occasione per gli sposi di altri servizi importanti alla vita della persona umana, quali ad esempio l'adozione, le varie forme di opere educative, l'aiuto ad altre famiglie, ai bambini poveri o handicappati. La famiglia, comunione di persone 15. Nel matrimonio e nella famiglia si costituisce un complesso di relazioni interpersonali - nuzialità, paternità-maternità, filiazione, fraternità -, mediante le quali ogni persona umana è introdotta nella «famiglia umana» e nella «famiglia di Dio», che è la Chiesa. Il matrimonio e la famiglia cristiani edificano la Chiesa: nella famiglia, infatti, la persona umana non solo viene generata e progressivamente introdotta, mediante l'educazione, nella comunità umana, ma mediante la rigenerazione del battesimo e l'educazione alla fede, essa viene introdotta anche nella famiglia di Dio, che è la Chiesa. La famiglia umana, disgregata dal peccato, è ricostituita nella sua unità dalla forza redentrice della morte e risurrezione di Cristo (cfr. «Gaudium et Spes», 78). Il matrimonio cristiano, partecipe dell'efficacia salvifica di questo avvenimento, costituisce il luogo naturale nel quale si compie l'inserimento della persona umana nella grande famiglia della Chiesa. Il mandato di crescere e moltiplicarsi, rivolto in principio all'uomo e alla donna, raggiunge in questo modo la sua intera verità e la sua piena realizzazione. La Chiesa trova così nella famiglia, nata dal sacramento, la sua culla e il luogo nel quale essa può attuare il proprio inserimento nelle generazioni umane, e queste, reciprocamente, nella Chiesa.

C. PAPA FRANCESCO La Famiglia - 12. Matrimonio (I)Mercoledì, 29 aprile 2015

Cari fratelli e sorelle buongiorno!

La nostra riflessione circa il disegno originario di Dio sulla coppia uomo-donna, dopo aver considerato le due narrazioni del Libro della Genesi, si rivolge ora direttamente a Gesù. L’evangelista Giovanni, all’inizio del suo Vangelo, narra l’episodio delle nozze di Cana, a cui erano presenti la Vergine Maria e Gesù, con i suoi primi discepoli (cfr Gv 2,1-11). Gesù non solo partecipò a quel matrimonio, ma “salvò la festa” con il miracolo del vino! Dunque, il primo dei suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e fu un gesto di grande simpatia per quella nascente famiglia, sollecitato dalla premura materna di Maria. Questo ci fa ricordare il libro della Genesi, quando Dio finisce l’opera della creazione e fa il suo capolavoro; il capolavoro è l’uomo e la donna. E qui Gesù incomincia proprio i suoi miracoli con questo capolavoro, in un matrimonio, in una festa di nozze: un uomo e una donna. Così Gesù ci insegna che il capolavoro della società è la famiglia: l’uomo e la donna che si amano! Questo è il capolavoro! Dai tempi delle nozze di Cana, tante cose sono cambiate, ma quel “segno” di Cristo contiene un messaggio sempre valido. Oggi sembra non facile parlare del matrimonio come di una festa che si rinnova nel tempo, nelle diverse stagioni dell’intera vita dei coniugi. E’ un fatto che le persone che si sposano sono sempre di meno; questo è un fatto: i giovani non vogliono sposarsi.

In molti Paesi aumenta invece il numero delle separazioni, mentre diminuisce il numero dei figli. La difficoltà a restare assieme – sia come coppia, sia come famiglia – porta a rompere i legami con sempre maggiore frequenza e rapidità, e proprio i figli sono i primi a portarne le conseguenze. Ma pensiamo che le prime vittime, le vittime più importanti, le vittime che soffrono di più in una separazione sono i figli. Se sperimenti fin da piccolo che il matrimonio è un legame “a tempo determinato”, inconsciamente per te sarà così. In effetti, molti giovani sono portati a rinunciare al progetto stesso di un legame irrevocabile e di una famiglia duratura. Credo che dobbiamo riflettere con grande serietà sul perché tanti giovani “non se la sentono” di sposarsi. C’è questa cultura del provvisorio, tutto è provvisorio, sembra che non ci sia qualcosa di definitivo. Questa dei giovani che non vogliono sposarsi è una delle preoccupazioni che emergono al giorno d’oggi: perché i giovani non si sposano?; perché spesso preferiscono una convivenza, e tante volte “a responsabilità limitata”?; perché molti – anche fra i battezzati – hanno poca fiducia nel matrimonio e nella famiglia? E’ importante cercare di capire, se vogliamo che i giovani possano trovare la strada giusta da percorrere. Perché non hanno fiducia nella famiglia? Le difficoltà non sono solo di carattere economico, sebbene queste siano davvero serie.

Molti ritengono che il cambiamento avvenuto in questi ultimi decenni sia stato messo in moto dall’emancipazione della donna. Ma nemmeno questo argomento è valido, è una falsità, non è vero! E’ una forma di maschilismo, che sempre vuole dominare la donna. Facciamo la brutta figura che ha fatto Adamo, quando Dio gli ha detto: “Ma perché hai mangiato il frutto dell’albero?”, e lui: “La donna me l’ha dato”. E la colpa è della donna. Povera donna! Dobbiamo difendere le donne! In realtà, quasi tutti gli uomini e le donne vorrebbero una sicurezza affettiva stabile, un matrimonio solido e una famiglia felice. La famiglia è in cima a tutti gli indici di gradimento fra i giovani; ma, per paura di sbagliare, molti non vogliono neppure pensarci; pur essendo cristiani, non pensano al matrimonio sacramentale, segno unico e irripetibile dell’alleanza, che diventa testimonianza della fede. Forse proprio questa paura di fallire è il più grande ostacolo ad accogliere la parola di Cristo, che promette la sua grazia all’unione coniugale e alla famiglia.

La testimonianza più persuasiva della benedizione del matrimonio cristiano è la vita buona degli sposi cristiani e della famiglia. Non c’è modo migliore per dire la bellezza del sacramento! Il matrimonio consacrato da Dio custodisce quel legame tra l’uomo e la donna che Dio ha benedetto fin dalla creazione del mondo; ed è fonte di pace e di bene per l’intera vita coniugale e familiare. Per esempio, nei primi tempi del Cristianesimo, questa grande dignità del legame tra l’uomo e la donna sconfisse un abuso ritenuto allora del tutto normale, ossia il diritto dei mariti di ripudiare le mogli, anche con i motivi più pretestuosi e umilianti. Il Vangelo della famiglia, il Vangelo che annuncia proprio questo Sacramento ha sconfitto questa cultura di ripudio abituale. Il seme cristiano della radicale uguaglianza tra i coniugi deve oggi portare nuovi frutti. La testimonianza della dignità sociale del matrimonio diventerà persuasiva proprio per questa via, la via della testimonianza che attrae, la via della reciprocità fra loro, della complementarietà fra loro. Per questo, come cristiani, dobbiamo diventare più esigenti a tale riguardo. Per esempio: sostenere con decisione il diritto all’uguale retribuzione per uguale lavoro; perché si dà per scontato che le donne devono guadagnare meno degli uomini? No! Hanno gli stessi diritti. La disparità è un puro scandalo!

Nello stesso tempo, riconoscere come ricchezza sempre valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini. Ugualmente, la virtù dell’ospitalità delle famiglie cristiane riveste oggi un’importanza cruciale, specialmente nelle situazioni di povertà, di degrado, di violenza familiare. Cari fratelli e sorelle, non abbiamo paura di invitare Gesù alla festa di nozze, di invitarlo a casa nostra, perché sia con noi e custodisca la famiglia. E non abbiamo paura di invitare anche la sua Madre Maria! I cristiani, quando si sposano “nel Signore”, vengono trasformati in un segno efficace dell’amore di Dio. I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità, dell’intera società. Di questa bella vocazione del matrimonio cristiano, parlerò anche nella prossima catechesi.

D. PAPA FRANCESCO La Famiglia - 13. Matrimonio (II) Mercoledì, 6 maggio 2015

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel nostro cammino di catechesi sulla famiglia tocchiamo oggi direttamente la bellezza del matrimonio cristiano. Esso non è semplicemente una cerimonia che si fa in chiesa, coi fiori, l’abito, le foto. Il matrimonio cristiano è un sacramento che avvienenella Chiesa, e che anche fa la Chiesa, dando inizio ad una nuova comunità familiare. E’ quello che l’apostolo Paolo riassume nella sua celebre espressione: «Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa» (Ef 5,32). Ispirato dallo Spirito Santo, Paolo afferma che l’amore tra i coniugi è immagine dell’amore tra Cristo e la Chiesa. Una dignità impensabile! Ma in realtà è inscritta nel disegno creatore di Dio, e con la grazia di Cristo innumerevoli coppie cristiane, pur con i loro limiti, i loro peccati, l’hanno realizzata!

San Paolo, parlando della nuova vita in Cristo, dice che i cristiani – tutti – sono chiamati ad amarsi come Cristo li ha amati, cioè «sottomessi gli uni agli altri» (Ef 5,21), che significa al servizio gli uni degli altri. E qui introduce l’analogia tra la coppia marito-moglie e quella Cristo-Chiesa. E’ chiaro che si tratta di un’analogia imperfetta, ma dobbiamo coglierne il senso spirituale che è altissimo e rivoluzionario, e nello stesso tempo semplice, alla portata di ogni uomo e donna che si affidano alla grazia di Dio. Il marito – dice Paolo – deve amare la moglie «come il proprio corpo» (Ef 5,28); amarla come Cristo «ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei» (v. 25). Ma voi mariti che siete qui presenti capite questo? Amare la vostra moglie come Cristo ama la Chiesa? Questi non sono scherzi, ma cose serie! L’effetto di questo radicalismo della dedizione chiesta all’uomo, per l’amore e la dignità della donna, sull’esempio di Cristo, dev’essere stato enorme, nella stessa comunità cristiana.

Questo seme della novità evangelica, che ristabilisce l’originaria reciprocità della dedizione e del rispetto, è maturato lentamente nella storia, ma alla fine ha prevalso. Il sacramento del matrimonio è un grande atto di fede e di amore: testimonia il coraggio di credere alla bellezza dell’atto creatore di Dio e di vivere quell’amore che spinge ad andare sempre oltre, oltre sé stessi e anche oltre la stessa famiglia. La vocazione cristiana ad amare senza riserve e senza misura è quanto, con la grazia di Cristo, sta alla base anche del libero consenso che costituisce il matrimonio. La Chiesa stessa è pienamente coinvolta nella storia di ogni matrimonio cristiano: si edifica nelle sue riuscite e patisce nei suoi fallimenti. Ma dobbiamo interrogarci con serietà: accettiamo fino in fondo, noi stessi, come credenti e come pastori anche questo legame indissolubile della storia di Cristo e della Chiesa con la storia del matrimonio e della famiglia umana? Siamo disposti ad assumerci seriamente questa responsabilità, cioè che ogni matrimonio va sulla strada dell’amore che Cristo ha con la Chiesa?

E’ grande questo! In questa profondità del mistero creaturale, riconosciuto e ristabilito nella sua purezza, si apre un secondo grande orizzonte che caratterizza il sacramento del matrimonio. La decisione di “sposarsi nel Signore” contiene anche una dimensione missionaria, che significa avere nel cuore la disponibilità a farsi tramite della benedizione di Dio e della grazia del Signore per tutti. Infatti gli sposi cristiani partecipano in quanto sposi alla missione della Chiesa. Ci vuole coraggio per questo! Perciò quando io saluto i novelli sposi, dico: “Ecco i coraggiosi!”, perché ci vuole coraggio per amarsi così come Cristo ama la Chiesa. La celebrazione del sacramento non può lasciar fuori questa corresponsabilità della vita familiare nei confronti della grande missione di amore della Chiesa.

E così la vita della Chiesa si arricchisce ogni volta della bellezza di questa alleanza sponsale, come pure si impoverisce ogni volta che essa viene sfigurata. La Chiesa, per offrire a tutti i doni della fede, dell’amore e della speranza, ha bisogno anche della coraggiosa fedeltà degli sposi alla grazia del loro sacramento! Il popolo di Dio ha bisogno del loro quotidiano cammino nella fede, nell’amore e nella speranza, con tutte le gioie e le fatiche che questo cammino comporta in un matrimonio e in una famiglia. La rotta è così segnata per sempre, è la rotta dell’amore: si ama come ama Dio, per sempre. Cristo non cessa di prendersi cura della Chiesa: la ama sempre, la custodisce sempre, come se stesso. Cristo non cessa di togliere dal volto umano le macchie e le rughe di ogni genere. E’ commovente e tanto bella questa irradiazione della forza e della tenerezza di Dio che si trasmette da coppia a coppia, da famiglia a famiglia.

Ha ragione san Paolo: questo è proprio un “mistero grande”! Uomini e donne, coraggiosi abbastanza per portare questo tesoro nei “vasi di creta” della nostra umanità, sono - questi uomini e queste donne così coraggiosi - sono una risorsa essenziale per la Chiesa, anche per tutto il mondo! Dio li benedica mille volte per questo!

E. Catechesi preparatoria per l’Incontro Mondiale delle Famiglie. Philadelphia 2015 L’AMORE È LA NOSTRA MISSIONE

Virtù, amore e bontà ci aiutano a compiere il nostro destino

54. La prima lettera ai Corinzi (13, 4-7) è un passaggio della Scrittura scelto spesso per la celebrazione religiosa del matrimonio: “La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”.

55. Il testo è molto bello. Poiché siamo stati creati a immagine di Dio, amare in questo modo è coerente con la nostra vera natura umana. Ma amare in questo modo non è facile, esso richiede umiltà e pazienza. Come affermato di recente da Papa Francesco: “La fede non è rifugio per gente senza coraggio”. L’amore coniugale deve essere costruito su qualcosa di più del romanticismo. Il romanticismo è meraviglioso, ma da solo non può sopravvivere alle preoccupazioni e alle sfide che ogni coppia di sposi incontra inevitabilmente. Per essere quel che siamo, per amare secondo la finalità della creazione, sono necessarie alcune virtù. L’amore è la nostra missione Dobbiamo vivere queste virtù e coltivarle, al fine di realizzare il nostro destino.

56. Ne “La rivelazione e la scoperta del significato sponsale del corpo”, San Giovanni Paolo II parla di una certa “interiore libertà” e “padronanza di sé”, indispensabili perché i coniugi possano veramente donare se stessi l’uno all’altra. Una persona troppo legata ad aspettative romantiche, e che manca del fermento della libertà interiore e della capacità di donare se stessa, sarà priva di flessibilità. Per vivere la dimensione sacramentale del matrimonio e seguire la via indicata dall’Alleanza, il marito e la moglie devono essere capaci di superare il risentimento, mettere da parte i diritti e fare un passo in avanti nella generosità. Senza questa libertà e questa capacità interiore, rischiano di sorgere gravi problemi, poiché la vita degli sposi suppone situazioni che molto spesso sono lungi dall’essere romantiche.

57. Un matrimonio fondato su una semplice chimica sessuale non è destinato a durare. I partner che cercano solo l'erotismo e sono concentrati sul possesso dell’altro non hanno la capacità interiore di fare un passo indietro e lasciare spazio all’auto-critica, alla riconciliazione e alla crescita. La promessa coniugale di amarsi fermamente, come fa Dio, permette di creare e proteggere questo spazio vitale. L’impegno sacramentale di realizzare l’opera d’amore, anche quando l’amore è difficile, è un elemento essenziale dell’Alleanza di Dio.

Ci impegniamo insieme ...

CONDIVIDERE:


• condividiamo le risonanze di quanto letto.
• Cosa significa essere “creati a immagine di Dio”? Possiamo comprenderé la nostra identità umana senza Dio? Perché SI o perché no?
• In che cosa la maniera di amare di Dio è diversa da quella umana?
• Cosa è il vero amore e come lo si riconosce? Quali sono le similitudinie le differenze tra la nozione d’amore romantico della vostracultura e l’Alleanza d’amore con Dio?
• Quale è la spiritualità cattolica del matrimonio? Cosa possono fare
le famiglie per celebrare e proteggere il matrimonio cristiano?
• Quali sono i temi sul matrimonio che si considerano indispensabili che debbono essere inclusi nei nostri programmi di formazione OFS-Gi.Fra?
• Cosa possiamo fare nelle nostre comunità per accompagnare i coniugati?
Chiediamo di inviare le risposte, commenti e proposte condiviso il segretario del CIOFS per la Commissione Famiglia prima di ottobre 2016, per continuare il nostro lavoro con il loro contributo.


Bibliografía da consultare:


• ESORTAZIONE APOSTOLICA FAMILIARIS CONSORTIO SANTITA' GIOVANNI PAOLO II
• L’AMORE È LA NOSTRA MISSIONE l’Incontro Mondiale delle Famiglie. Catechesi. Philadelphia 2015. http://www.worldmeeting2015.org/ 

Dicembre 2015.