Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Ordo Franciscanus Saecularis
Consilium Internationale


COMMISSIONE FAMIGLIA
Jennifer Harrington OFS
Traduzione: Atilio Galimberti OFS

 


Dialogo intergenerazionale in Fraternità :
Relazioni tra membri giovani e membri anziani in fraternità.

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Per rafforzare la vita familiare dell'OFS continuiamo il nostro discorso proponendo ciò che è stato raccomandato dal Capitolo Generale del 2014, e in questo articolo vi invitiamo a considerare il rapporto in fraternità tra membri OFS giovani e membri OFS anziani e come si svolge il dialogo intergenerazionale.


Per favorire la vostra riflessione, proponiamo di seguito alcuni articoli dalla Familiaris Consortio - (FC), dalla Christifideles Laici - (CL), dalla Guadium et Spes - (GS), dal Sinodo dei Giovani del 2018 - (YS), da Koinoina, dalla nostra regola e dalle nostre Costituzioni generali - ( GC) e alcune testimonianze di esperienze vissute in alcune Fraternità delle Filippine e dell’isola Mauritius.


Iniziamo innanzitutto riflettendo sulla testimonianza della famiglia , “Poiché il Creatore di tutte le cose ha costituito il matrimonio quale principio e fondamento dell'umana società.” (FC 42), in questo modo noi possiamo essere illuminati su come incoraggiare l'interazione tra le generazioni, e quindi “possiamo tutti rimodellare la nostra esistenza per trovare un progetto di vita e un luogo di comunione della Chiesa in cui dovrebbe essere possibile per noi “ imparare il perché e il come vivere, amare e soffrire’” (GC 10, Emmanuela de Nunzio).


FAMIGLIA – VITA di FRATERNITA’, “un segno visibile della Chiesa, comunità e amore.” (Regola 22)
All’interno della famiglia noi scopriamo l’immagine di Dio in ogni fratello e sorella. “ Animata e sostenuta dal comandamento nuovo dell'amore, la famiglia cristiana vive l'accoglienza, il rispetto, il servizio verso ogni uomo, considerato sempre nella sua dignità di persona e di figlio di Dio. Ciò deve avvenire, anzitutto, all'interno e a favore della coppia e della famiglia, mediante il quotidiano impegno a promuovere un'autentica comunità di persone, fondata e alimentata dall'interiore comunione di amore. Ciò deve poi svilupparsi entro la più vasta cerchia della comunità ecclesiale, entro cui la famiglia cristiana è inserita: grazie alla carità della famiglia, la Chiesa può e deve assumere una dimensione più domestica, cioè più familiare, adottando uno stile più umano e fraterno di rapporti.” (FC 64)


Ci sono culture che manifestano una singolare venerazione ed un grande amore per l'anziano: lungi dall'essere estromesso dalla famiglia o dall'essere sopportato come un peso inutile, l'anziano ridervi parte attiva e responsabile - pur dovendo rispettare l'autonomia della nuova famiglia - e soprattutto svolge la preziosa missione di testimone del passato e di ispiratore di saggezza per i giovani e per l'avvenire. Altre culture, invece, specialmente in seguito ad un disordinato sviluppo industriale ed urbanistico, hanno condotto e continuano a condurre gli anziani a forme inaccettabili di emarginazione, che sono fonte ad un tempo di acute sofferenze per loro stessi e di impoverimento spirituale per tante famiglie. (FC 27)

La Chiesa legge il suo camminare verso il futuro che l'attende e trova l'immagine e il richiamo di quella lieta giovinezza di cui lo Spirito di Cristo costantemente l'arricchisce. In questo senso il Concilio ha definito i giovani «speranza della Chiesa»(168).


Nella lettera scritta ai giovani e alle giovani del mondo, il 31 marzo 1985, leggiamo: «La Chiesa guarda i giovani; anzi, la Chiesa in modo speciale guarda se stessa nei giovani, in voi tutti ed insieme in ciascuna e in ciascuno di voi. Così è stato sin dall'inizio, dai tempi apostolici. Le parole di san Giovanni nella sua Prima Lettera possono essere una particolare testimonianza: "Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il maligno. Ho scritto a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre (...). Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi" (1 Gv 2, 13 ss.) (...). Nella nostra generazione, al termine del secondo Millennio dopo Cristo, anche la Chiesa guarda se stessa nei giovani»(169).I giovani non devono essere considerati semplicemente come l'oggetto della sollecitudine pastorale della Chiesa: sono di fatto, e devono venire incoraggiati ad esserlo, soggetti attivi, protagonisti dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale(170). La giovinezza è il tempo di una scoperta particolarmente intensa del proprio «io» e del proprio «progetto di vita», è il tempo di una crescita che deve avvenire «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2, 52) (CL 46)


S. Giovanni Paolo II ha affermato : “ Mi rivolgo ora .. Alle persone anziane, spesso ingiustamente ritenute inutili se non addirittura d'insopportabile peso, ricordo che la Chiesa chiede e attende che esse abbiano a continuare la loro missione apostolica e missionaria, non solo possibile e doverosa anche a quest'età, ma da questa stessa età resa in qualche modo specifica e originale.La Bibbia ama presentare l'anziano come il simbolo della persona ricca di sapienza e di timore di Dio (cf. Sir 25, 4-6). In questo senso il «dono» dell'anziano potrebbe qualificarsi come quello di essere, nella Chiesa e nella società, il testimone della tradizione di fede (cf. Sal 44, 2; Es 12, 26-27), il maestro di vita (cf. Sir 6, 34; 8, 11-12), l'operatore di carità. ; e prendendo sempre più chiara coscienza che il proprio ruolo nella Chiesa e nella società non conosce affatto soste dovute all'età, bensì conosce solo modi nuovi. Come dice il salmista: «Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore» (Sal 92, 15-16)….. Secondo il progetto divino ogni singolo essere umano è una vita in crescita, dalla prima scintilla dell'esistenza fino all'ultimo respiro.” (CL 48).


Il dialogo intergenerazionale e la comprensione reciproca è sempre stato difficile e ancor di più lo è oggi, ma il Concilio Vaticano II ci ha invitati a lavorare per un mondo buono, a vedere il mondo come creazione di Dio, a renderlo un luogo adatto alla vita dei giovani e dei non più giovani. Nelle nostre Costituzioni generali all'articolo 24: 2, si legge : Nella fraternità; ……(Regola 19) essi dovranno creare condizioni favorevoli al dialogo tra le generazioni.


L’ascolto è un incontro di libertà, che richiede umiltà, pazienza, disponibilità a comprendere, impegno a elaborare in modo nuovo le risposte. L’ascolto trasforma il cuore di coloro che lo vivono, soprattutto quando ci si pone in un atteggiamento interiore di sintonia e docilità allo Spirito. Non è quindi solo una raccolta di informazioni, né una strategia per raggiungere un obiettivo, ma è la forma in cui Dio stesso si rapporta al suo popolo. Dio infatti vede la miseria del suo popolo e ne ascolta il lamento, si lascia toccare nell’intimo e scende per liberarlo (cfr. Es 3,7-8). La Chiesa quindi, attraverso l’ascolto, entra nel movimento di Dio che, nel Figlio, viene incontro a ogni essere umano.(YS 6)


I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. Molti sperimentano come la loro voce non sia ritenuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale. In vari contesti si registra una scarsa attenzione al loro grido, in particolare a quello dei più poveri e sfruttati, e anche la mancanza di adulti disponibili e capaci di ascoltare..(YS 7)

I giovani sono proiettati verso il futuro e affrontano la vita con energia e dinamismo. Sono però anche tentati di concentrarsi sulla fruizione del presente e talora tendono a dare poca attenzione alla memoria del passato da cui provengono, in particolare dei tanti doni loro trasmessi dai genitori, dai nonni, dal bagaglio culturale della società in cui vivono. Aiutare i giovani a scoprire la ricchezza viva del passato, facendone memoria e servendosene per le proprie scelte e possibilità, è un vero atto di amore nei loro confronti in vista della loro crescita e delle scelte che sono chiamati a compiere. (YS 35) In conclusione, ricordiamo a noi stessi che, giovani e anziani, siamo tutti chiamati a trovare il coraggio di essere testimoni vivi ed efficaci del Vangelo di Gesù, in tutte le fasi della nostra vita e in qualunque modo viviamo. Leggiamo quanto, a questo proposito, i nostri Assistenti spirituali hanno proposto tramite le pagine di Koinonia (2019 - 2 n 102. http://www.ciofs.org/portal/index.php/it/assistenza-spirituale/koinonia 4 )


.. La sfida ecologica, le guerre che si combattono nel mondo, il consumo di droga, le crisi coniugali, la decadenza morale e spirituale, la situazione migratoria sono ulteriori le sfide su cui la gioventù francescana e i francescani secolari sono chiamati a riflettere sia a livello personale che collettivo per arrivare a trovare le risposte più appropriate su come proporre al mondo la via retta, ispirata e tracciata dal Vangelo. Qual è l’atteggiamento dei giovani francescani e dei francescani secolari rispetto a queste sfide ? Nessuno può sfuggire alle loro conseguenze presenti e future. È dovere di tutti assumere la corresponsabilità per costruire un mondo nuovo, dove i valori morali siano rispettati e protetti. Occorre cercare insieme soluzioni adeguate…. Pertanto, grazie al dialogo intergenerazionale sostenuto dall'amore di Cristo, noi potremo essere in grado di rispondere all'amore del Padre, amandolo “con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutta la nostra forza” (cfr. Deut 6.5) e di amare il nostro prossimo" come noi stessi" (cfr Mt 22:39). E nella nostra vita di fraternità, potremo essere " segno visibile della Chiesa, una comunità di amore"


OFS e GiFra delle Filippine – Earl Jonas Vosotros Serenio ofs


Nel nostro paese la GiFra e l’OFS sono in buoni rapporti, viviamo come veri membra della stessa famiglia e approfittiamo di ogni incontro e attività per confidarci le nostre preoccupazioni e scambiarci suggerimenti. La maggior parte dei membri OFS è molto accogliente con noi della GiFra, ci trattano come i figli e figlie biologici, ci sostengono anche finanziariamente condividendo le nostre attività e le nostre raccolte di fondi. Ogni riunione della Fraternità OFS prevede la condivisione del pranzo con noi, dandoci così il tempo e il modo per condividere le nostre esperienze quotidiane, sia quelle positive che quelle che ci creano problemi, e per discutere e pianificare le nostre attività in base alle esigenze della fraternità e tutto questo a beneficio della crescita di ciascuno di noi sia come individui che come fedeli. La maggior parte dei membri OFS ci incoraggia a essere persone buone e è sempre a nostra disposizione quando noi della GiFra abbiamo bisogno di qualcuno su cui contare e con cui parlare.


I membri della GiFra e dell’OFS lavorano insieme nelle attività di apostolato, specialmente quando, la terza domenica del mese di novembre, si celebra la festa di Santa Elisabetta d'Ungheria, nostra patrona, attraverso l’Apostolato della Alimentazione Simultanea nazionale, che è una attività mirata a promuovere una stretta relazione tra tutte le entità francescane e un modo di esprimere il nostro amore per i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cristo.


Alcuni membri della GiFra vanno nelle case di quei membri dell'OFS, che sono malati o soli e spesso rimangono anche la notte, aiutando inoltre a pulire la casa a cucinare creando soprattutto buoni ricordi.

Il risultato di questa profonda esperienza di fraternità , è quello di un aumento del numero dei membri GiFra che entrano nel cammino di Formazione all’OFS e anche quello di alcuni che scelgono la strada del sacerdozio o della vita religiosa. I membri OFS sono molto grati a noi giovani, perché, grazie a noi, c’è un aumento di vocazioni e di professioni , ma anche per il piacere e l'eccitazione che nuova linfa e nuove idee portano alla vita della Fraternità.


I maggiori benefici che si hanno vivendo come una unica Fraternità è l'essenza di vivere la parola di Dio attraverso l'esempio del nostro serafico Padre Francesco d'Assisi, essendo veri e impegnati nella missione che Dio ci ha dato che è quella di servire gli altri con AMORE incondizionato.


OFS GiFra a Mauritius – Michat Legrand Raout ofs


Nell’isola di Mauritius, la GiFra fa parte delle fraternità locali. Molti dei membri hanno uno o entrambi i genitori che appartengono alla fraternità OFS. Quindi essere insieme in questo cammino rafforza le relazioni familiari. Questa situazione è abbastanza tipica di Mauritius e del contesto africano in cui nonni, genitori, fratelli, giovani e bambini fanno parte della stessa fraternità. La formazione viene proposta a volte insieme e a volte separatamente in quanto vi sono argomenti più specifici per l'una o l'altra di queste realtà .


La famiglia è ancora importante a Mauritius, ma gli impegni della vita rendono difficile mantenere i rapporti al loro interno. I giovani cercano negli adulti amore, attenzione e sostegno, ma oggigiorno gli adulti hanno bisogno di lavorare molto per guadagnare il necessario per vivere. Essi non sono più molto presenti in famiglia e i giovani quindi vengono lasciati soli, con il pericolo che diventino preda di droghe e alcol.


Grazie ai legami fraterni, molte attività vengono svolte insieme. Esse consistono in uscite nella natura o sulla spiaggia. Per celebrare la fine dell'anno la mia fraternità locale (GiFra e OFS) organizza una festa per le famiglie povere della nostra parrocchia. Si partecipa poi a momenti comuni di preghiera, a feste e alle celebrazioni di fine anno che facciamo in fraternità con le nostre famiglie, con le suore FMM (Francescane Missionarie de Marie) e con l'assistente spirituale - prima Hervé Sylva (OFS) e ora p. Krisnah (OFM).


Agli incontri l'OFS invita anche le famiglie dei giovani in modo che i genitori sappiano cosa si fa in fraternità e cosa frequentano i loro figli. In occasione della Novena di Sant'Antonio da Padova vengono invitate a partecipare tutte le famiglie In alcune fraternità vengono organizzate feste con giochi alle quali sono invitate e partecipano le famiglie e che sono mirate alla raccolta fondi . Ci sono anche altre attività parrocchiali in cui OFS e GiFra collaborano insieme. Grazie a questi momenti comuni alcuni genitori e anche alcuni giovani hanno deciso di entrare in fraternità. In questa relazione con gli adulti nella fraternità, i giovani non hanno problemi e giovani e anziani imparano a rispettarsi, a comunicare ,a cercare di capirsi cercando di non porsi mai quali giudici. Essi condividono tra loro l'amore di Cristo. I giovani possono facilmente confidarsi con gli adulti. Anche gli adulti incoraggiano i giovani e li aiutano nei loro studi. Tentano persino di guidarli sulla strada giusta. È stato anche creato un progetto a livello nazionale per aiutare i giovani bisognosi della nostra fraternità a ottenere finanziamenti per l'istruzione terziaria. Tuttavia, come in tutte le famiglie, si può dissentire su determinate questioni o avere opinioni diverse ma, alla fine, tutti si chiariscono e lavorano insieme. Devo dire che questa è un'esperienza familiare all'interno della fraternità e, in un certo senso, questo è davvero vivere come in una famiglia nella quale ci sono momenti buoni e momenti cattivi. Bisogna dire che, per arrivare a questo punto e a questo tipo di relazione, è stato necessario del tempo in quanto proveniamo da storie e realtà diverse. Per alcuni giovani non è facile entrare nell’ OFS, ma quelli che in fraternità trovano ciò che stanno cercando, allora essi fanno del loro meglio per continuare il cammino intrapreso.


Considerando quanto sopra diamo alcune domande su cui riflettere e discutere in fraternità :


1. In che modo la vostra fraternità ha creato le condizioni adatte al dialogo intergenerazionale?
2. Quali sono le sfide che vi impediscono di avere un dialogo con i giovani / con gli anziani?
3. Se l'Ordine è entrato nelle vostre famiglie come viene trasmesso alle giovani generazioni?
Gli orari e i luoghi delle riunioni di fraternità impediscono ai giovani di parteciparvi,
perché gli orari non sono adatti a loro a alle loro giovani famiglie?
4. Quali sono le attività della vostra fraternità che includono la famiglia?
5. Se nella vostra fraternità non ci sono dei giovani, quali possono essere le ragioni e come potreste
promuovere l'Ordine ai giovani?
6. La vostra fraternità ha un legame con la GiFra?


Terminiamo l’incontro pregando insieme con la preghiera per la Sacra Famiglia


Gesù, Maria e Giuseppe, in voi contempliamo lo splendore dell'amore vero, a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth, mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione: chiunque è stato ferito o scandalizzato
Santa Famiglia di Nazareth, possiate ridestare in tutti la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, la sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.


Dicembre 2019